Quando un genitore non riesce più a stare da solo, in famiglia arriva quasi sempre la stessa domanda: lo portiamo in una struttura o proviamo a tenerlo a casa? Non esiste una risposta giusta per tutti. Però in molti casi restare a casa è possibile, costa meno di quanto si pensi e permette alla persona di continuare a vivere tra le sue cose, nel suo quartiere, con i suoi vicini.

Lavoro da 6 anni con persone anziane e con persone che hanno difficoltà a muoversi. In questo articolo provo a mettere in fila quello che serve sapere per decidere con calma, senza farsi prendere dall’ansia del momento.

Perché a casa si vive meglio

A casa la persona resta tra le sue cose: la sua poltrona, la sua cucina, le sue abitudini, il vicino che passa a salutare. In una struttura, anche la migliore, l’assistenza è divisa tra molti ospiti e gli orari sono quelli della struttura. A casa, invece, c’è una persona che si occupa solo di lei, con i suoi tempi.

Per chi ha bisogno di aiuto nella vita di tutti i giorni (alzarsi, lavarsi, mangiare, prendere le medicine all’ora giusta, uscire a fare due passi) una badante preparata è quasi sempre la soluzione più umana. La struttura diventa davvero necessaria solo in pochi casi, per esempio quando servono cure infermieristiche continue giorno e notte.

Quanto costa: casa con badante o RSA?

Molte famiglie pensano che una badante costi più di una struttura. I numeri del 2026 dicono il contrario.

SoluzioneCosto per la famigliaCosa comprende
Badante convivente (livello CS)circa 1.500 € al mese, tutto compresoStipendio, contributi INPS, tredicesima e TFR. Assistenza dedicata a una sola persona, 54 ore a settimana
RSA convenzionata1.600 – 1.800 € al mese, solo la quota alberghieraAssistenza condivisa con gli altri ospiti
RSA privata nel Nord Italia2.200 – 3.500 € al meseAssistenza condivisa con gli altri ospiti

In altre parole: a casa si spende meno, e la persona ha qualcuno tutto per sé. E se la persona ha diritto all’indennità di accompagnamento (551,53 € al mese nel 2026), quei soldi possono pagare una parte della badante: la spesa che resta alla famiglia scende a circa 950 € al mese.

Ogni situazione è diversa, perché contano orari, tipo di contratto e aiuti a cui si ha diritto. Il calcolo preciso sul vostro caso lo facciamo insieme prima di iniziare la ricerca.

Fonti: costo di una badante convivente livello CS a 54 ore settimanali secondo il contratto del lavoro domestico 2026 (CentroFiscale, febbraio 2026); costi medi delle RSA e importo dell’accompagnamento (Money.it, agosto 2026).

Che tipo di aiuto serve davvero

Non tutte le famiglie hanno bisogno di una badante 24 ore su 24. Spesso si parte pensando al massimo e poi si scopre che basta meno, o il contrario. Le soluzioni più comuni sono queste:

La cosa più importante è partire dalla persona: le sue abitudini, il suo carattere, quello che sa ancora fare da sola. Una badante bravissima ma con le abitudini sbagliate può non funzionare.

Gli aiuti economici da conoscere

Ci sono alcuni sostegni che possono ridurre molto la spesa per l’assistenza a casa:

  • Indennità di accompagnamento: nel 2026 è di 551,53 € al mese, per chi ha un’invalidità totale e ha bisogno di assistenza continua. La domanda parte dal medico di famiglia.
  • Bonus anziani 850 €: gli over 80 con accompagnamento e ISEE basso possono ricevere un aiuto in più da usare proprio per pagare l’assistenza. Ne ho parlato nella guida al Bonus anziani 850 euro.
  • Servizi del Comune e della ASL: chiedete al medico di famiglia e ai servizi sociali del vostro Comune quali progetti di assistenza domiciliare sono attivi, anche dopo un ricovero in ospedale.

Molte famiglie scoprono questi aiuti tardi. Conviene informarsi subito, perché le pratiche richiedono tempo.

Piccole cose che rendono la casa più sicura

Prima ancora della badante, spesso aiutano accorgimenti semplici: togliere i tappeti, mettere un maniglione vicino al water e nella doccia, una luce notturna nel corridoio, un sedile per la doccia. Sono spese piccole che riducono il rischio di cadute.

E poi c’è l’uscire di casa. Restare a casa non deve voler dire restare chiusi in casa. Una passeggiata sul lungomare, un caffè al bar, una visita a un parente: con un accompagnamento o uno scooter per la mobilità queste uscite tornano possibili.

Come vi aiuto nella ricerca della badante

Il mio lavoro è affiancare la famiglia, non sostituirla. Funziona così:

  1. Primo confronto: ci sentiamo, anche su WhatsApp, e capiamo insieme la situazione.
  2. Definizione della ricerca: stabiliamo che tipo di presenza serve, con quali orari e quali caratteristiche.
  3. Valutazione e colloqui: cerco e valuto le candidate, organizzo i colloqui e vi aiuto a scegliere.
  4. Inserimento: nei primi giorni organizziamo mansioni e orari. Dopo potete chiedermi anche visite a domicilio quando non potete esserci voi.

Seguo le famiglie di Imperia, Sanremo e dei comuni della costa. Se state affrontando questa scelta, scrivetemi: partiamo dalla vostra storia e vediamo insieme se restare a casa è la strada giusta.

Scopri la consulenza e ricerca badanti a Imperia oppure scrivimi su WhatsApp al +39 348 711 6722.


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